COLONNA Un piccolo insediamento, sospeso nell’ampio paesaggio che domina, costituito da campagna e vigneti a cui fanno da sfondo i monti Tiburtini, Prenestini e i Colli Albani

Colonna

Un piccolo insediamento, sospeso nell’ampio paesaggio che domina, costituito da campagna e vigneti a cui fanno da sfondo i monti Tiburtini, Prenestini e i Colli Albani

Un piccolo insediamento, sospeso nell’ampio paesaggio che domina, costituito da campagna e vigneti a cui fanno da sfondo i monti Tiburtini, Prenestini e i Colli Albani: Colonna guarda a sé stesso e alla sua gente come una mente che riflette consapevole della propria ricchezza e del proprio ben stare, in un mondo globalizzato che incessantemente tende a erodere anche gli ultimi baluardi di posti “nascosti”. Un baluardo che Colonna tende a difendere a partire dai ripetuti bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Più degli altri centri storici dei castelli romani, Colonna appare ancora nel suo habitus originario, con i suoi abitanti, i suoi tempi, i suoi luoghi sui quali sembrano aver poco inciso l’irrefrenabile trasformazione degli insediamenti e le forti pressioni del mercato immobiliare con le conseguenti sostituzioni di funzioni e di residenti.
Circa 3.500 abitanti, il paese, che sorge su un’altura di origine vulcanica a 343 metri sul livello del mare, vanta origini molto antiche che si fanno risalire, in base al ritrovamento di numerosi reperti, all’età del Bronzo.
L’etimologia del nome viene fatta derivare dalla Colonna del Labicum Quintanense – dove si stabilì la popolazione dell’antica Labico dopo la sconfitta a opera di Quinto Servilio Prisca nel 414 a.C. – che diede il nome al castello costruito sul vicino colle, oggi corrispondente al centro storico del paese.
Situato nel Parco regionale dei castelli romani, è, oggi, un centro prevalentemente agricolo che vanta la produzione di rinomati vini DOC. Ma la storia gli ha assegnato anche ruolo militari: importanti insediamenti romani e un palazzo fortificato per il casermaggio delle truppe (palazzo Baronale della famiglia Colonna), nonché sede di un comando militare tedesco.
Il vecchio borgo, che ha origini intorno agli anni mille, segue l’andamento ad anello delle vecchie mura (risalenti a qualche anno dopo il 1200) che si sono successivamente trasformate in piccoli edifici (prevalentemente a due piani) a costituire un’affascinante quinta continua, che irretisce in un bozzolo. Ma il bozzolo sembra, poi, dipanarsi in un secondo anello, concentrico al primo, formato dalla circonvallazione, che si apre sul magnifico paesaggio, producendo a sua volta una quinta, meno suggestiva della prima, ma comunque strutturante l’insediamento.
Le dimensioni dei punti di eccezione che escono dalla struttura dell’edificato residenziale raccontano una storia di contrasti, ma allo stesso tempo di intrusione: la chiesa di San Nicola e il palazzo Baronale emergono dal minuto e raccolto contesto insediativo trovando, però, con esso legami e connessioni che ne costituiscono tutta la ricchezza narrativa.
Dalla piazza Vittorio Emanuele parte la salita che man mano si restringe facendo da quinta al Castello che appare in tutta la sua levatura, sormontato dalla torretta con orologio. La grana dei materiali del potente edificio produce contrasto e forza vitale alle differenti parti del contesto insediativo: grezzo e scuro il bugnato del palazzo, intonacati e diversamente colorati i piccoli edifici che gli fanno da quinta. Incuriosisce e stupisce la parte del cortile interno, purtroppo coperta da un serbatoio dell’acqua di dimensioni prorompenti, che mostra, anche se in uno stato avanzato di degrado (ma è in corso un progetto di recupero), due bellissimi ordini di arcate con colonne in peperino.
D’altro canto, la chiesa di San Nicola, situata anch’essa in posizione elevata, emerge con forza, con il suo intonaco giallo, dal tessuto storico mostrando la sua pienezza classicamente settecentesca (edificata nel 1757).
Percorrendo l’antica via dei Monti, all’imbocco della quale è situato l’ingresso della villa del Duca di Gallese, ci si ritrova nel nucleo originario del centro, con piccole cantine e portoni che accedono ai due piani degli edifici.
Il Parco Tofanelli fa da barriera di chiusura al centro, verde e ben curato, rafforza l’idea di un contesto dove la qualità della vita è rispettata e dove viene conservato con cura il segno di altri tempi di vita rappresentato dal vecchio Fontanile della Maranella, recentemente restaurato.

scritto da Manuela Ricci |

Per la rubrica Centri Storici – Numero 74 settembre 2008
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